Compassione
L’essere umano percepisce se stesso, i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della sua coscienza. Questo inganno è per noi una sorta di prigione, che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono vicine. Il nostro compito deve essere liberarci da questa prigione ampliando l’ambito della comprensione e della compassione per abbracciare tutte le creature viventi e l’intera natura nella sua bellezza.
[Albert Eistein]

Se nella vita riusciamo a comprendere anche minimamente l’importanza di applicare (inizialmente magari anche un pò di pratica) la compassione nei nostri gesti e pensieri quotidiani, ci accorgeremo che ogni aspetto della vita, anche il più banale, ci renderebbe la dovuta felicità. Inoltre, se all’inizio potrebbe sembrare assurdo e inapplicabile un tale atteggiamento nella società nella quale siamo inseriti, noterete invece come lo “sforzo” iniziale si trasformerà in una necessità successiva. Comunque la società siamo noi, ognuno di noi è una cellula ed è responsabile del mondo e del modo in cui viviamo, quindi se, paradossalmente, ognuno di noi imparasse a vivere in compassione, la società diventerebbe la culla della serenità interiore.
namastè


C’è tanto da imparare, dai grandiosi e saggi maestri apparsi in ogni tempo. C’è tanto da imparare anche dai nostri e dagli errori altrui, basta porseli nella propria coscienza per scoprire che anche noi siamo stati e siamo attori di tante assurde parti che corrispondono a dimensioni che l’essere porta dentro di sé dalle proprie esperienze, dalle proprie memorie passate. Questo c’induce a comprendere e a capire la legge evolutiva anche attraverso l’oscuramento dell’anima che per un principio ascensionale ed evolutivo passa alla luce, alle verità e alla libertà dell’essere e si comprende che anche noi siamo passati, abbiamo vissuto quella assurda esperienza. In questa visione non si prova più riluttanza, negazione o rifiuto ma compassione per una crescita interiore che è in cammino.
Se solo capissimo che LA STORIA SIAMO NOI. Se solo capissimo che siamo stati noi stessi a scrivere tante pagine di storia attraverso tantissimi personaggi, tantissimi attori che in tantissimi film hanno interpretato delle parti, dei dimenticati ruoli anche dispiacevoli? Credetemi è anche possibile ricordare, basta sedersi su una sedia, lasciarsi abbandonare a quel silenzio interiore, ad intercalarsi nel ruolo di quell’impersonale consapevole spettatore che è dentro di noi. E vedrete che con molta spontanea critica visione si vedrà, si udirà, si sentirà e si capirà l’agire, il dire e il fare nel nostro stesso atto o dramma in quel particolare ruolo nei panni di quell’attore che stiamo personificando. Tutto questo per innalzare quella visione, quella consapevolezza al quel vero regista che è dentro di noi, nel nostro essere, nel nostro cuore, nella nostra anima, nel nostro spirito immortale. Il vero autore e conduttore di tutti quei film che ci parlano d’Infinita Vissuta Vita.